
Si è svolto il 16 settembre scorso all’Ospedale Sant’Andrea-Sapienza il primo evento di confronto dedicato ai Clinical Trial Center (CTC) della Regione Lazio, una stimolante occasione di scambio e crescita rivolta ai diversi attori coinvolti nel panorama della sperimentazione clinica.
I CTC si sono affermati come servizi essenziali per istituti di ricerca, strutture sanitarie e aziende ospedaliero-universitarie che ambiscono a mantenere e accrescere la loro competitività nella ricerca. Gli interventi in aula dei rappresentanti di importanti realtà come Sant’Andrea, IRCCS Gemelli, Policlinico Umberto I, IFO, Ospedale Bambino Gesù hanno evidenziato come, a fronte di organizzazioni diverse, nonché risorse umane, strumentali e facilities declinate sulle specificità degli studi clinici e della natura delle istituzioni, tutti i CTC stiano vivendo una fase di significativa crescita, sia in termini di volume di attività sia in riferimento alla qualità della ricerca, sempre più focalizzata su alti standard di sicurezza.
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Aumentano le richieste di aiuto da parte di chi pensa al suicidio. Un fenomeno in crescita nel 2023 che rende ancor più evidente l’importanza di servizi per l’ascolto, l’aiuto, la prevenzione. Lo ricorda all’Adnkronos il Prof. Maurizio Pompili, Direttore della UOC Psichiatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea, sottolineando come "La creazione di contesti dedicati alla prevenzione del suicidio, che utilizzino tutte le conoscenze specifiche e multidisciplinari sul fenomeno, aiuta sicuramente a salvare vite” (leggi l'articolo). Il Servizio di Prevenzione del Suicidio, attivato al Sant’Andrea presso l’Unità di Psichiatria, nasce proprio per sostenere e supportare quanti necessitano di aiuto o per coloro che hanno perso un caro per suicidio.
Un impegno importante che viene ricordato oggi, in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, e verrà ribadito dalla comunità scientifica internazionale il prossimo 18 e 19 settembre quando i maggiori esperti si ritroveranno presso l’Aula Magna di Sapienza Università di Roma per il Convegno Internazionale di #Suicidologia e Salute Pubblica. L’iniziativa, sostenuta dall'International Association for Suicide Prevention (IASP) e co-sponsorizzata dalla World Health Organization (WHO), mira proprio ad aumentare la consapevolezza circa la possibilità di prevenite il suicidio, tramite l’adozione di interventi ad hoc.
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Il caldo eccessivo può causare problemi di salute, in particolare alle persone anziane o non autosufficienti, alle persone che assumono regolarmente farmaci, ai neonati e ai bambini piccoli, a chi fa esercizio fisico o svolge un lavoro intenso all'aria aperta. La Regione Lazio ha predisposto il Piano Operativo di intervento per la prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore, attivo dall'8 luglio al 20 settembre 2024, rivolto in particolare alle persone anziane maggiormente a rischio di subire effetti negativi per la salute.
I bollettini con le previsioni sulle ondate di calore, per aiutare a prevenire rischi per la salute e promuovere interventi in favore delle persone più vulnerabili, vengono pubblicati ogni giorno sui siti del Ministero della Salute e del Dipartimento di epidemiologia del SSR - ASL Roma 1 e nella APP Caldo e Salute (disponibile il link per Android).
È attivo il numero di pubblica utilità 1500 che offre ascolto e informazioni ai cittadini, soprattutto a quelli più fragili e a rischio, e fornisce informazioni su norme e linee guida ai lavoratori che svolgono la loro attività all’aperto o in condizioni di rischio per l’esposizione al calore eccessivo. Sul sito dei Ministero della Salute è anche disponibile un opuscolo informativo con consigli utili per proteggersi dal caldo.
Accertamento infermieristico per la facilitazione delle dimissioni e centralità delle COT per la presa in carico della cronicità territoriale: il modello a rete del Sant’Andrea, ASL Roma 1, ASL Roma 4 e ASL Roma 5.
Roma, 18/06/2024. Presentato oggi, alla presenza del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il modello di integrazione ospedale-territorio messo in atto dall’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, dalla ASL Roma 1, dalla ASL Roma 4 e dalla ASL Roma 5, territorialmente adiacenti. Un modello a rete che realizza il nuovo paradigma di assistenza sanitaria valorizzato con il DM77/2022, spostando l’asset dell’organizzazione dalla “prestazione” ai “percorsi di cura”.
La partnership tra le 4 aziende sanitarie, avviata con la firma di un protocollo di intesa lo scorso luglio, assicura continuità e coerenza nella presa in carico del paziente: i team multidisciplinari delle Centrali Operative governano, anche attraverso l’accertamento infermieristico di situazioni potenzialmente difficili e interventi mirati per pazienti complessi dal punto di vista clinico o di fragilità socio-sanitaria, la dimissione e la transizione alle strutture di cura territoriali, per un percorso assistenziale post-acuzie personalizzato, omogeneo e senza soluzione di continuità. La condivisione di procedure, protocolli, strumenti e metodologie ottimizza tempistiche e appropriatezza dei cambi di setting, con conseguente beneficio in termini di riduzione della degenza ospedaliera alla sola fase acuta, aumento del numero dei ricoveri, riduzione del sovraffollamento del pronto soccorso e delle liste di attesa per interventi, oltreché di soddisfazione del paziente e qualità dell’assistenza con una presa in carico pro-attiva della cronicità territoriale basata anche sulla medicina d’iniziativa. Un modello di presa in carico che viene monitorato attraverso gli indicatori di performance condivisi con il DEP – Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio per valutare i risultati del progetto e l’impatto sull’assistenza con particolare riferimento ai soggetti fragili.

“Una buona pratica di integrazione tra ospedale e territorio, quella che l'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea sta portando avanti insieme alle Asl Roma 1, Roma 4 e Roma 5. Una rete nella quale operano oltre 30 professionisti – dichiara il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca - che ha già dato primi, significativi risultati: la riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso e la mortalità dei pazienti a 30 giorni dalla dimissione. Anche grazie al PNRR stiamo ridisegnando la sanità sul territorio, duramente compromessa nel corso di questi ultimi anni. Una società sempre più anziana ha bisogno di una programmazione adeguata, fino al nostro arrivo totalmente assente. Gli ospedali e le case di comunità serviranno per offrire risposte adeguate ai tanti pazienti cronici, che necessitano di cure a bassa intensità. Per farlo stiamo lavorando moltissimo sul personale: abbiamo varato un maxi piano di assunzioni che non si vedeva da vent'anni in Regione Lazio. La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta.
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