
Nell’ambito delle celebrazioni per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, il Vicariato di Roma, in collaborazione con la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma e con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, organizza un incontro di approfondimento sul libro Lunatica – Storie di una mente bipolare, scritto dalla giornalista Alessandra Arachi.
Dopo i saluti istituzionali del Direttore Generale Francesca Milito e della Preside della Facoltà Tiziana Pascucci, seguiranno l’introduzione di Mons. Andrea Manto, Vicario Episcopale per la Pastorale della Salute, e gli interventi del prof. Maurizio Pompili, Ordinario e Direttore della UOC Psichiatria, e dell’autrice.
12 febbraio ore 11
Aula 1 - edificio universitario

Dal 1° febbraio 2026, la Regione Lazio, per favorire l’erogazione di visite ed esami specialistici entro i tempi previsti, cambia la validità delle impegnative (ricette) per prenotare prime visite ed esami di primo accesso.
Nel sistema attuale, tutte le impegnative erano valide per 180 giorni. Da febbraio, la validità cambia a seconda della classe di priorità indicata dal medico nell’impegnativa. Questi sono i nuovi tempi entro cui effettuare la prenotazione:
- U (Urgente): da prenotare entro 10 giorni;
- B (Breve): da prenotare entro 20 giorni;
- D (Differibile): da prenotare entro 40 giorni visite / 70 giorni esami;
- P (Programmata): da prenotare entro 130 giorni.
La validità della ricetta riguarda il momento della prenotazione, non il giorno in cui viene effettuata la prestazione. Se non si prenota entro i tempi indicati, la ricetta scade e non è più utilizzabile.
È possibile prenotare le visite e prestazioni di primo accesso attraverso:
- il call center regionale ReCup 069939 - attivo dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, il sabato dalle 7.30 alle 13;
- il sito web ReCup - prenotasmart;
- la compilazione di un modulo on line per essere contattati dall'operatore telefonico e richiedere o spostare le prenotazioni;
- le farmacie aderenti al sistema FARMARECUP
Procedura aperta di consultazione in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza ai fini dell’adozione del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028 dell’AOU Sant’Andrea

In occasione della settimana dedicata al contrasto della violenza sulle donne, l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea ha rinnovato il proprio impegno illuminando la facciata di rosa: un segno simbolico che richiama l’attenzione su un fenomeno che richiede ascolto, collaborazione e responsabilità condivisa. L’Ospedale, attraverso il percorso assistenziale e formativo coordinato dalla dott.ssa Marzietta Montesano, prosegue con determinazione le attività di prevenzione, accoglienza e tutela delle vittime di violenza, valorizzando il lavoro integrato di professionisti sanitari, Forze dell’Ordine, istituzioni, mondo accademico e Terzo Settore. Il Codice Rosa, attivo presso il Pronto Soccorso del Sant’Andrea, rappresenta un punto di riferimento sicuro e protetto, capace di offrire ascolto qualificato, protezione e supporto multidisciplinare a chiunque ne abbia bisogno, senza alcuna distinzione di genere.
Il 21 novembre, presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza, si è svolto un incontro che ha visto la partecipazione di istituzioni, professionisti e operatori impegnati quotidianamente nella presa in carico delle vittime. L’appuntamento ha rappresentato non solo un momento di confronto tecnico, ma anche una preziosa occasione di sensibilizzazione e formazione, con l’obiettivo di fornire strumenti sempre più efficaci per riconoscere, prevenire e contrastare la violenza di genere. Particolarmente significativo è stato il contributo degli studenti dell’Istituto “Lucio Fontana”, che hanno portato in aula la loro riflessione sul tema del Respect, presentando un breve video del lavoro realizzato presso la scuola di via di Grottarossa. Attraverso recitazione, musica e danza, i giovani hanno dato voce alle storie di donne provenienti da epoche e contesti diversi, capaci di affermare il proprio valore nonostante percorsi complessi e spesso dolorosi. Le loro parole, semplici e sincere, hanno offerto uno sguardo autentico su cosa significhi riconoscere l’amore e distinguere ciò che amore non è.