Continuiamo il percorso avviato con la Conferenza dei Servizi del 15 dicembre scorso con il secondo degli approfondimenti dedicati a “Come è cambiata la rete dell’emergenza”. Un excursus sul lavoro fatto nell’ultimo anno per riorganizzare il Pronto soccorso del Sant’Andrea che resta un elemento strategico con forte incidenza su tutte le attività ospedaliere, commenta il Preside Prof. Erino Angelo Rendina. Per questo – aggiunge il Direttore Generale, Dott.ssa Daniela Donetti- nel primo anno di pianificazione strategica 2023-2025, tanta attenzione è stata focalizzata nelle azioni volte a ottimizzare il sistema dell’emergenza, con la riorganizzazione dei percorsi, dei fast track per le urgenze minori, la revisione delle procedure, la razionalizzazione degli spazi fisici, l’attivazione di un punto accoglienza dedicato e, non ultimo, del triage avanzato. Una riorganizzazione che ha visto un riconoscimento importante con il disegno della nuova rete ospedaliera regionale 2024-2026, che consentirà al Sant’Andrea di passare da 421 posti letto ordinari a 509.
Centro di riferimento per il trattamento del dolore cronico, la Terapia del dolore del Sant’Andrea ha eseguito oltre 500 interventi di neurostimolazione midollare, compreso il trattamento di ultima generazione con sistema closed-loop.
ROMA, 21.02.2024 – Sono oltre 500 gli interventi di neurostimolazione midollare realizzati presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea per combattere il dolore cronico, una malattia fortemente invalidante di cui soffre una persona su quattro in Italia.
La neurostimolazione midollare è una procedura chirurgica utilizzata nei casi in cui il dolore cronico altera la qualità di vita e non risponde al trattamento farmacologico. La maggior parte dei pazienti soffre di mal di schiena cronico o dolori cervicali spesso irradiati a livello degli arti. La tecnica prevede l’inserimento di un elettrocatetere nel canale vertebrale per il rilascio di impulsi elettrici che, colpendo le fibre nervose, inibiscono il segnale del dolore.
L’Unità di Terapia del Dolore, diretta dal Prof. Marco Mercieri, è riconosciuta come centro di riferimento della Regione Lazio per la neurostimolazione. Oltre ai trattamenti farmacologici d’avanguardia, l’équipe del centro antalgico del Sant’Andrea impiega le più innovative procedure interventistiche di chirurgia mini-invasiva e invasiva con impianto di neuromodulatori midollari (Spinal Cord Stimulation). Come la neurostimolazione closed-loop, ossia il più avanzato trattamento che calibra istantaneamente gli impulsi elettrici valutando la risposta neurale alla stimolazione tramite un sistema a circuito chiuso, con una rimodulazione automatica della terapia ed evitando episodi di sovra o sotto-stimolazione. Il primo impianto di neurostimolazione closed-loop è stato eseguito al Sant’Andrea lo scorso 9 febbraio su un paziente affetto da dolore cronico non responsivo ai farmaci per plurimi interventi alla colonna (Failed Back Surgery Syndrome).
Un nuovo eccezionale contributo della Chirurgia Toracica dell’Ospedale Sant’Andrea-Sapienza di Roma alla conoscenza medico-scientifica: per la prima volta salvato il polmone in un caso di carcinoma polmonare che invade il cuore.
Portato a termine con successo lo scorso dicembre un complesso intervento per neoplasia polmonare infiltrante l’atrio cardiaco presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, policlinico universitario di Sapienza Università di Roma e azienda di alta specializzazione della Regione Lazio: eradicato il tumore e ricostruita la camera cardiaca interessata, l’innovativa procedura, eseguita presso l’Unità di Chirurgia Toracica diretta da Erino Angelo Rendina, ha consentito anche di preservare la funzionalità respiratoria e cardiaca del paziente, evitando l’asportazione integrale del polmone.
Un uomo di 68 anni presentava un tumore localizzato nella parte inferiore del polmone di destra che invadeva l’atrio cardiaco sinistro. Dopo accurato studio pre-operatorio multidisciplinare, il paziente è stato sottoposto ad un complesso trattamento chirurgico che ha consentito l’asportazione del tumore e una successiva sostituzione parziale della camera cardiaca con una protesi biologica in grado di integrarsi perfettamente nel tessuto muscolare. Tale delicato intervento, in precedenza, era stato sempre eseguito con la contestuale asportazione dell’intero polmone. Per la prima volta la ricostruzione del cuore ha consentito di salvare l’integrità anatomica e funzionale della vena polmonare superiore e, conseguentemente, di preservare i due terzi sani del polmone di destra. Il complesso intervento, durato circa 5 ore, è stato eseguito da una équipe multidisciplinare guidata dai chirurghi toracici e composta da cardiochirurghi e anestesisti, coadiuvati da perfusionisti e infermieri, in circolazione extra-corporea. Il cuore è stato temporaneamente fermato e fatto ripartire non appena terminata la completa ricostruzione con protesi. Il paziente è stato dimesso dopo due settimane, in ottime condizioni pronto per il proseguo delle cure oncologiche.































