
Presentati oggi presso il Comune di Civitavecchia i protocolli di intesa tra ASL Roma 4 e l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea per il potenziamento dell’assistenza territoriale nelle discipline di urologia, chirurgia toracica e cardiologia e il rafforzamento della rete ospedale-territorio. Alla presenza del sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco e del consigliere regionale Emanuela Mari, il patto tra l’azienda territoriale e il policlinico universitario di alta specializzazione della Capitale, siglato dalle rispettive direttrici generali, Cristina Matranga e Daniela Donetti, mira a proseguire nel solco già delineato con il DM77 favorendo l’accesso alla prestazioni assistenziali specialistiche per i pazienti della ASL Roma 4, la continuità assistenziale nei diversi setting assistenziali, anche attraverso forme di consulto tra professionisti.
L’attività Urologica, oggetto di un progetto interaziendale sperimentale già da maggio del 2022, è stata potenziata con sedute chirurgiche per interventi di bassa e media complessità presso l’ospedale di Bracciano e l’attivazione di un ambulatorio urologico settimanale presso il San Paolo di Civitavecchia. Viene così assicurata, grazie alla collaborazione tra i Direttori delle strutture, Andrea Tubaro per il Sant’Andrea, Pasquale Lepiane e Alessandro Lena per la ASL Roma 4, una presa in carico totale del paziente urologico, con prestazioni di bassa e media complessità realizzate in un contesto di prossimità fisica e prestazioni di alta complessità garantite presso il Sant’Andrea.
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Assegnato all'Ospedale Sant'Andrea il prestigioso riconoscimento dei Bollini Rosa anche per il biennio 2024-2025. Il premio viene attribuito da Fondazione Onda agli ospedali italiani che garantiscono percorsi diagnostici – terapeutici e servizi assistenziali dedicati all’universo femminile, in considerazione delle specialità presenti ma anche tenendo conto degli approcci personalizzati per patologie che riguardano trasversalmente uomini e donne in un’ottica di genere o il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza di genere.
Come Sant’Andrea continuiamo ad investire e valorizzare in medicina genere-specifica e gender-equity, ampliando l’offerta dei servizi di cura per le donne e la medicina di genere presso il Dipartimento Scienze ostetriche, ginecologiche e pediatriche. I due bollini rosa sono il riconoscimento del lavoro svolto in questi anni e una spinta a proseguire in questa direzione, potenziando ulteriormente le attività.

Contro ogni violenza, economica, fisica, verbale, psicologica, sessuale. L'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea si unisce al coro di quanti ribadiscono #noallaviolenza, incoraggiando ogni vittima a rompere il silenzio e a chiedere aiuto. Al 20 novembre contavamo in Italia 106 vittime donne, di cui 87 uccise in ambito familiare/affettivo (fonte: Min. Interno). Un numero preoccupante, che invita ad una riflessione, ma anche ad un'azione propositiva.
Dal 2018 il Sant'Andrea offre un percorso di accoglienza e assistenza, in ambiente protetto e in collegamento con le istituzioni territoriali, i centri antiviolenza e le autorità di pubblica sicurezza. Un pool di intesa, formato da professionisti sanitari e non, offre tutto il sostegno necessario per assistere vittime di maltrattamenti e abusi: dall’accoglienza in Pronto soccorso, al ricovero e alla messa in protezione, fino alla dimissione ospedaliera in collegamento con le strutture territoriali e le Forze dell’Ordine per l’assistenza psico-sociale, l’eventuale sostegno legale e/o la tutela rispetto a potenziali aggressioni. Come riferito dalla referente del percorso del Sant'Andrea, Marzietta Montesano, sono oltre 600 le vittime assistite dal 2018 ad oggi, con un trend in crescita dei casi nel 2023 che conferma il preoccupante dato nazionale.
Nell'ambito delle diverse iniziative organizzate in occasione del 25 novembre, la giornata di sensibilizzazione internazionale contro la violenza sulle donne, i professionisti del Pool e l'Unione Italiana Forense organizzano una tavola rotonda con le istituzioni governative, sanitarie, legali, forensi e sociali esperte in materia di contrasto alla violenza sulle donne, con l'obiettivo di potenziare la rete istituzionale e inter-istituzionale per la prevenzione, la cura e l'assistenza alle vittime.
4 dicembre ore 11-15
Camera dei Deputati -. Sala del Refettorio
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Si consolida la sinergia tra la Asl Roma 4 e l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea che, in questi giorni, hanno siglato una nuova convenzione per il potenziamento dell’attività urologica nei presidi ospedalieri della Asl Roma 4. L’attività Urologica, già avviata in via sperimentale con un progetto interaziendale nel maggio del 2022 presso l’ospedale Padre Pio di Bracciano, da gennaio di quest’anno è stata potenziata. A Bracciano, in aggiunta all’ambulatorio bisettimanale, sono state attivate sedute chirurgiche per interventi di bassa e media complessità, mentre nel presidio ospedaliero del San Paolo di Civitavecchia è operativo un ambulatorio urologico settimanale. Il percorso assistenziale previsto dalla convenzione assicura una presa in carico totale del paziente urologico garantendo, presso i presidi aziendali, necessità chirurgiche di bassa e media complessità e presso l'Ospedale Sant’Andrea quelle di alta complessità.
“I dati registrati in questo primo anno – ha commentato il Direttore Generale della Asl Roma 4, Cristina Matranga - fin da subito hanno confermato l’alto bisogno degli utenti rispetto alla specialità. Per questo abbiamo inteso consolidare il progetto interaziendale già in essere e potenziarne l’operatività”.
“Il rilancio del SSN parte anzitutto dal coordinamento funzionale tra strutture caratterizzate da diversi livelli di complessità assistenziale. La collaborazione tra il Sant’Andrea e le aziende sanitarie di prossimità rappresenta una delle nostre principali linee strategiche – aggiunge il Direttore generale dell’AOU Sant’Andrea, Daniela Donetti - Grazie a questi virtuosi esempi di implementazione delle reti cliniche garantiamo efficienza del sistema salute, qualità delle cure ed equità di accesso.”