Comunicato stampa del 20.07.2021. Concluso con successo il primo impianto per il sistema vestibolare in Italia. Il dispositivo, inserito chirurgicamente nell’orecchio, risolve l’ipofunzione labirintica bilaterale, il disturbo dell’orecchio interno che reca anche gravi disfunzioni dell’equilibrio, impedendo una deambulazione corretta.
L’impianto, realizzato lo scorso 19 luglio dall’équipe otorinolaringoiatrica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea coordinata da Maurizio Barbara, Ordinario della Sapienza e Direttore della UOC di Otorinolaringoiatria, interviene attraverso una doppia stimolazione elettrica, sul nervo cocleare e sul nervo vestibolare, agendo sia sull’udito sia sulla stabilità fisica. L’intervento effettuato presso l’ospedale universitario romano permette di riacquisire la funzione uditiva dell’orecchio operato, nonché di risolvere il problema di oscillazioni e barcollamenti incontrollabili, restituendo al paziente una vita normale ed autonoma.
L’ipofunzione labirintica bilaterale è, infatti, una disfunzione fortemente debilitante, dovuta a patologie dell’orecchio interno come la malattia di Meniere o legata all’uso di farmaci ototossici. Può essere anche derivante da patologie neurologiche, casistica per la quale, tuttavia, l’impianto vestibolare non è raccomandato. Si stima ne soffrano complessivamente 28 soggetti su 100.000, cui vengono impedite anche le più elementari attività quotidiane, come passeggiare o guidare, e che continuamente sono esposti a rischio di caduta.
L’innovativo intervento conferma la preminenza della sanità laziale nel panorama nazionale e internazionale. L’impianto del dispositivo è frutto di un trial clinico e di un progetto europeo, nonché oggetto di collaborazione con le due università spagnole di Las Palmas e Navarra e col Centro Europeo St. Augustinus di Anversa in Belgio. Un risultato raggiunto grazie alla dinamica sintesi di ricerca e assistenza realizzata presso il Sant’Andrea, policlinico integrato con Sapienza Università di Roma.

Martedì 6 luglio presso l'Auditorium Parco della Musica l'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea ha ricevuto il premio “Amico del consumatore 2020/2021", assegnato annualmente dal Codacons a coloro che si distinguono per la difesa dei cittadini e la tutela della collettività. Nell'anno della pandemia, il riconoscimento è stato conferito a enti o persone che si sono direttamente impegnati per sostenere e supportare la cittadinanza durante l'emergenza sanitaria, tra cui il nostro ospedale e tutto il suo personale.
"L'Ospedale Sant'Andrea di Roma - si legge nella lettera di accompagnamento al premio - è stato uno dei primi ospedali ad attrezzarsi nella lotta contro il Covid. Dall'inizio dell'emergenza l'ospedale e tutti i suoi dipendenti hanno svolto un lavoro enorme che è proseguito nel tempo a ritmi incessanti. Per ottimizzare spazi e risorse, il Sant'Andrea ha dovuto chiedere grandi sacrifici a medici e infermieri che hanno saputo rispondere con prontezza e professionalità. L'organizzazione interna, nelle prime fasi della pandemia, è stata di fondamentale importanza, la reattività della struttura ha reso possibile, in un periodo di estrema emergenza, la creazione di nuovi posti letto, i tendoni della Protezione civile sono stati montanti e attrezzati in tempi record. Il premio viene consegnato all'Ospedale con il ringraziamento a tutta la comunità di professionisti che vi operano e per gli sforzi costanti profusi nella lotta al virus."
In considerazione della ridotta affluenza di utenti, si comunica la sospensione temporanea delle attività di esecuzione tamponi rapidi e molecolari per la ricerca di Sars-Cov2 presso i Drive in di via San Daniele del Friuli a Labaro. Resta attivo l'adiacente Drive in di Tor di Quinto della ASL Roma1, il cui accesso è prenotabile tramite piattaforma regionale “Prenota Drive”, all’indirizzo https://prenota-drive.regione.lazio.it.

Gruppo Chirurgia Toracica
È stato portato a termine con successo il primo trapianto di trachea in Italia, il primo al mondo che viene effettuato su un paziente post Covid-19. I danni conseguenti all’infezione SARS-Cov2 e alle tecniche di ventilazione invasiva che si sono rese necessarie durante la malattia, hanno provocato l’assottigliamento della trachea che impediva quasi completamente la respirazione, rendendo necessario effettuare l’intervento.
Il trapianto è stato eseguito lo scorso 2 marzo presso la Chirurgia Toracica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, policlinico universitario della rete Sapienza e azienda di alta specializzazione della Regione Lazio. Il paziente, un uomo di 50 anni originario della Sicilia, immediatamente risvegliato è stato da subito in grado di respirare e parlare autonomamente; dopo un ricovero di tre settimane e un decorso post-operatorio regolare, ha ripreso la sua vita normale, tornando al suo lavoro e alla sua città.
L’importante traguardo è stato presentato oggi nell’aula magna della Sapienza da parte dello staff medico della Chirurgia toracica diretta da Erino Rendina e in particolare dalla giovane chirurga Cecilia Menna, la trentacinquenne responsabile del Programma “Tracheal Replacement” del Sant’Andrea che ha condotto con il professor Rendina l’intervento in prima persona. A prender parte, la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, il direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera-universitaria Sant’Andrea Paolo Anibaldi, il preside della Facoltà di Medicina e psicologia Fabio Lucidi, che hanno condiviso il brillante risultato, spiegando la complessità della macchina organizzativa messa in moto per portare a compimento il trapianto.
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