IL SISTEMA TRASFUSIONALE IN ITALIA

In Italia il Sistema Trasfusionale è pubblico e rientra nel Sistema Sanitario Nazionale, come previsto dalla Legge n. 219 del 21.10.2005 che ha rivisitato il sistema nazionale per lo svolgimento delle attività trasfusionali in Italia, rafforzando l’impegno diretto a conseguire l’autosufficienza nazionale di sangue, emocomponenti e farmaci emoderivati; tali attività trasfusionali costituiscono, infatti, parte integrante del Servizio sanitario nazionale.

In Italia il Ministero della salute, indica i principi e gli obiettivi che le Regioni devono perseguire nel rispetto delle autonomie ed in linea con le normative europee, quali:

  • promozione della donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita;
  • riconoscimento della funzione civica e sociale della donazione (con conseguente diritto  ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui viene effettuata la donazione);
  • rispetto delle direttive che debbono garantire la qualità e la sicurezza del sangue e dei suoi prodotti.

Inoltre, viene sottolineato il ruolo delle associazioni di donatori volontari di sangue che concorrono ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori.

 Negli ultimi anni la richiesta di sangue è progressivamente aumentata, in parte come conseguenza della possibilità di effettuare interventi chirurgici ad alta specializzazione e in parte perché è ora possibile trattare malattie prima considerate incurabili, che però richiedono un importante supporto trasfusionale.

Non si deve dimenticare che prima di poter donare il sangue, il donatore deve essere sottoposto ad una serie di controlli ed esami al fine di valutarne l’idoneità ovvero il suo stato di salute e l’assenza di motivi che potrebbero causare effetti negativi al donatore o al ricevente.

Pertanto, oltre agli accertamenti eseguiti su ogni donazione, i donatori di sangue periodici, presso l’A.O. Sant’Andrea, sono sottoposti gratuitamente e regolarmente, come da normativa vigente, ad un check up che consente di tenere sotto controllo le loro condizioni di salute.

A cura di

Emanuela Alessandrucci

U.O. Comunicazione, Mktg e URP

RISPONDE

La Prof.ssa Stefania Vaglio

Responsabile SIMT dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Andrea”

D. Quali sono le indicazioni o i parametri per chi vuole donare il sangue?

R. Si può facilmente riassumere tutto nell’espressione “il donatore deve essere persona sana”.

E’ proprio, infatti, per valutare lo stato di salute e gli stili di vita che potrebbero influenzare l’idoneità alla donazione, che al donatore viene richiesto di compilare un questionario (composto da domande semplici e di facile comprensione al fine di ottenere risposte precise e veritiere) e di sostenere un colloquio con il medico trasfusionista. Al donatore vengono anche rilevati, prima di ogni donazione, parametri quali pressione sanguigna, frequenza cardiaca e valore dell’emoglobina. Il colloquio con il medico trasfusionista deve essere visto non solo come il momento in cui si effettua l'esame obiettivo e l'accertamento dei requisiti fisici del candidato donatore (inclusa la rilevazione del peso del donatore che non deve essere inferiore a 50Kg), ma anche come l’occasione per fornire al donatore informazioni in merito ai motivi per cui non deve donare sangue se la donazione potrebbe provocare effetti negativi sulla propria salute (patologie cardiovascolari, neurologiche o renali per esempio) o se donando sangue mette a rischio la salute dei riceventi, per esempio per comportamenti sessuali a rischio, per tossicodipendenza o per uso non prescritto di alcune sostanze farmacologiche (stupefacenti, steroidi o ormoni a scopo di culturismo fisico).  

Inoltre, è proprio in quel momento che il donatore può porre domande o richiedere chiarimenti. Senza dimenticare, comunque, che il donatore ha la possibilità di porre domande in qualsiasi momento della procedura oltre che di ritirarsi o di rinviare la donazione per propria decisione in qualunque momento della procedura.

D. Come si svolge la donazione di sangue presso il SIMT del Sant’Andrea?

R. Il donatore, dopo aver compilato il questionario, viene accolto dal personale infermieristico che esegue la rilevazione dei parametri (pressione sanguigna, frequenza cardiaca e valore dell’emoglobina).

Quindi esegue il colloquio con il medico che effettua la valutazione delle sue condizioni generali, l’accertamento dei requisiti fisici, richiede il   consenso   informato alla donazione e ne accerta l’identità oltre che l’idoneità. Inoltre, nel corso del colloquio il donatore viene informato che qualora gli esami effettuati in occasione della donazione ponessero in evidenza eventuali patologie sarà informato dal Servizio Trasfusionale e la sua donazione non sarà utilizzata. Ovviamente non solo il colloquio è effettuato nel rispetto della riservatezza, ma in ogni momento del percorso della donazione vengono adottate tutte le misure volte a garantire la riservatezza delle informazioni riguardanti la salute fornite dal candidato donatore e dei risultati dei test eseguiti.

Il donatore viene quindi invitato ad accomodarsi in sala donazione dove esegue la donazione di sangue su poltroncine reclinabili. Durante tutta la donazione (che dura mediamente meno di dieci minuti) viene assicurata una assistenza costante a tutti i donatori, ma i donatori alla prima donazione vengono “accuditi” in maniera particolare dal personale infermieristico, perfettamente consapevole dei timori legati alla prima esperienza di donazione del sangue.

Dopo la donazione, viene fornito un ristoro al donatore, comprendente alimenti e una adeguata quantità di liquidi, e alcune informazioni sul comportamento da tenere nel periodo post donazione.

Il donatore, infine, può fare sempre riferimento al Servizio Trasfusionale, anche nel periodo successivo alla donazione, per qualsiasi chiarimento o dubbio anche relativo agli accertamenti effettuati. Su ogni donazione, infatti vengono effettuati accertamenti che sono necessari per consentire l’uso clinico del sangue donato; in aggiunta a questi, però, il donatore periodico viene sottoposto, ogni anno, ad ulteriori esami finalizzati alla valutazione del suo stato generale di salute.

D. Può fornirci qualche dato sull’afflusso dei donatori e sulla raccolta di sangue annuale?

R. Il numero di pazienti che si rivolge all’Azienda Sant’Andrea sta aumentando in modo molto rapido. Non altrettanto rapido è, purtroppo l’incremento del numero dei donatori. Pertanto siamo ben al disotto dell’autosufficienza e ci avvaliamo, in alcuni periodi dell’anno, della collaborazione fornita dalla rete trasfusionale nazionale. Proprio allo scopo di fidelizzare i nostri donatori e di sensibilizzare sia la popolazione che risiede nel bacino di utenza dell’Azienda Sant’Andrea sia gli studenti che frequentano l’Azienda Sant’Andrea in quanto sede dell’ Università Sapienza, sono stati intraprese una serie di iniziative. Queste comprendono, tra l’altro, l’identificazione di posti auto riservati per i donatori (purtroppo l’Azienda è penalizzata da un collegamento con mezzi pubblici piuttosto difficoltoso), il coinvolgimento di Associazioni di donatori sangue, ma soprattutto è stato fatto un grandissimo lavoro di ristrutturazione del Servizio Trasfusionale dotandolo di locali più ampi, luminosi, dai colori accoglienti e fornito di attrezzature e tecnologie nuove anche allo scopo di rendere più gradevole il percorso della donazione e stimolare il donatore a ripetere questa esperienza.

D. Come è organizzato il SIMT dell’A.O. Sant’Andrea rispetto alla rete Regionale ed ai reparti della struttura stessa?

R. Rispetto alla rete regionale è perfettamente integrato, sta effettuando un percorso di progressivo sviluppo ed autonomia che nel giro di pochi anni gli ha permesso di conseguire l’accreditamento istituzionale nei tempi stabiliti dalla vigente normativa, esattamente come è stato fatto da strutture trasfusionali di più ampie dimensioni e di più lunga storia.

Per quanto riguarda i reparti, si può dire “che fanno il tifo” per noi, dal momento che il Servizio Trasfusionale è per sua natura collegato con molti reparti ed il suo funzionamento contribuisce alla loro sicurezza ed efficienza.

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