Cenni storici sul diabete

Intervista al prof. Giuseppe Pugliese
a cura di E. Alessandrucci - UOS Comunicazione, Marketing e URP

Il diabete occupa un posto singolare nella storia della medicina. Infatti, sin dall'antichità emergono le caratteristiche cliniche della malattia ed i disturbi attribuibili a questa patologia (urine abbondanti e zuccherine, sete e fame eccessiva) già menzionati nei papiri egizi del 1500 a.c. ritrovati nella località di Eber. Alcuni progressi si intravedono nel medioevo e nel rinascimento, ma solo nel 1700 arriva la svolta con la dimostrazione chimica della presenza di zucchero nelle urine e l'identificazione del diabete mellito come patologia. A seguire nel diciannovesimo secolo, varie scoperte mediche, evidenziano il ruolo principale del pancreas nel controllo della glicemia e viene fatta una distinzione precisa tra le diverse forme di diabete. La ricerca continua a compiere passi importanti fino ai giorni nostri, con la scoperta dell'insulina che ha determinato una svolta nel trattamento del diabete e delle sue complicanze. Il diabete è comunque una patologia complessa, dovuta ad una molteplicità di fattori, tra cui anche quelli genetici. Per questo è richiesto un approccio multidisciplinare alla terapia ed è ancora importante la prevenzione, fatta di semplici regole di alimentazione ed attività fisica all'interno di uno stile di vita sano.

A cura di
Emanuela Alessandrucci
U.O. Comunicazione, Mktg e URP

 

PER LA RUBRICA L'OSPEDALE SI RACCONTA RISPONDE:

IL PROF. GIUSEPPE PUGLIESE
Direttore della UOC Medicina Generale 2 - Diabetologia

D. Quali attività assistenziali vengono svolte dalla UOC di Diabetologia che dirige? Tra le molteplici attività, l'ambulatorio è uno dei pochi a Roma che si occupa del piede diabetico e del diabete in gravidanza, ce ne parli.
R. L'ambulatorio afferente alla UOC di Diabetologia copre un ampio spettro di attività relative non soltanto al diabete, ma anche all'obesità, alle dislipidemie e alle malattie metaboliche dell'osso (osteoporosi e fragilità scheletrica), patologie in costante incremento, vuoi per l'allungarsi della vita media, vuoi per il diffondersi di abitudini di vita non salutari. Per molte di queste patologie è attivo il Day Service con PAC (Pacchetti di prestazioni Ambulatoriali Complesse) per diabete neo-diagnosticato e non complicato, obesità, sindrome metabolica ed osteoporosi. Nell'ambito del diabete, l'ambulatorio si occupa del paziente con diabete di tipo 1 e di quello con diabete di tipo 2, alla diagnosi e nel follow-up della malattia, sempre in collaborazione con il medico curante. In particolare, la struttura si interessa della gestione delle complicanze croniche, con ambulatori di alto livello scientifico ed assistenziale dedicati al piede diabetico e alle complicanze micro e macrovascolari (retinopatia, nefropatia, neuropatia, malattie cardiovascolari). Inoltre, è imminente l'istituzione di una nuovo ambulatorio dedicato alle complicanze ossee della malattia diabetica. Per i pazienti con piede diabetico, è altresì possibile effettuare ricoveri sia in regime di Day Hospital, in caso di lesioni ulcerative croniche che necessitano di una trattamento prolungato, sia ordinari, in caso di lesioni ischemiche e/o infette che necessitano di interventi di rivascolarizzazione e/o terapia antibiotica per via endovenosa. Per le attività dedicate alle complicanze diabetiche, l'UOC di Diabetologia si avvale della preziosa collaborazione di altri specialisti nell'ambito dell'Azienda (chirurghi, chirurghi vascolari, ortopedici, radiologi interventisti, oculisti, nefrologi, neurologi, cardiologi). Un altro ambulatorio dedicato è quello che si occupa di avviare all'esercizio fisico, uno dei moderni capisaldi della terapia, il paziente diabetico, in particolare quello con diabete di tipo 2. Infine, un ambulatorio di particolare importanza è quello dedicato al diabete in gravidanza, cioè sia alle donne con diabete di tipo 1 o 2 che vanno incontro ad una gravidanza sia alle donne con diabete gestazionale che si manifesta nel corso della gestazione. L'attività di questo ambulatorio di consolidata tradizione scientifica e assistenziale si estende al di fuori della gravidanza, attraverso specifici programmi di preparazione alla gravidanza stessa e al follow-up post-gravidanza di donne diabetiche e con pregresso diabete gestazionale.

D. Quale impatto ha l'automonitoraggio della glicemia sulla vita di un paziente diabetico, ed in questo senso che obiettivi ha raggiunto e quali obiettivi si prefigge per il futuro la UOC di Diabetologia da Lei diretta?
R. L'automonitoraggio della glicemia viene effettuato mediante puntura del polpastrello ed assorbimento della goccia di sangue su una striscia reattiva, che viene poi inserita in uno strumento detto "glucometro". Quest'ultimo, a sua volta, fornisce il valore della glicemia cosiddetta "capillare", valore che è comunque diverso e per definizione superiore a quello della glicemia "venosa", quello cioè fornito dal dosaggio del glucosio plasmatico su un tradizionale prelievo venoso. L'automonitoraggio della glicemia, condiviso con il team diabetologico, è parte integrante della gestione della malattia da parte del paziente e come tale ha un impatto rilevante sulla vita del paziente stesso. Consente di conoscere in tempo reale i livelli glicemici e, di conseguenza, diagnosticare e trattare tempestivamente un'ipoglicemia e modificare la terapia, soprattutto quella insulinica, per ottenere un controllo glicemico ottimale. Pertanto, l'automonitoraggio è indicato nei pazienti che assumono farmaci che possono causare ipoglicemia ed in tutti quelli che fanno terapia insulinica. Il numero e la cadenza delle rilevazioni glicemiche vengono stabilite dal team diabetologico in base alle caratteristiche e alle necessità del singolo paziente. In ogni caso, l'automonitoraggio, insieme ad altri aspetti educazionali come quelli relativi all'alimentazione e all'attività fisica, costituisce una componente fondamentale per la gestione della malattia solo se funzionale all'ottimizzazione della terapia e quindi del controllo glicometabolico. In quest'ottica, una procedura che rappresenta indubbiamente un fastidio per il paziente può portare un grande beneficio in termini di controllo della malattia e delle sue complicanze e, di conseguenza, anche della qualità di vita del paziente stesso. Ed è in quest'ottica che la nostra UOC sia avvale di questa procedura, inserita all'interno di un complesso percorso educativo del paziente diabetico, come raccomandato dalle attuali linee guida al riguardo.

D. Cos'è il microinfusore per l'insulina e quando è consigliabile questo trattamento alternativo?
R. Il microinfusore per l'insulina è un sistema per il trattamento insulinico alternativo alla terapia multi-iniettiva. Il microinfusore è uno strumento che infonde insulina nel tessuto sottocutaneo dell'addome sia a velocità continua sia attraverso boli, mimando in tal modo la secrezione basale di insulina e quella che avviene in risposta ai pasti, rispettivamente. Si tratta di dispositivi tecnologicamente avanzati, ma anche dai costi elevati. Per tale motivo, è necessario che sia un centro specialistico con consolidata esperienza in materia, a stabilire se vi sono o meno le indicazioni o le controindicazioni all'impianto di un microinfusore e soprattutto a gestire la delicata fase di formazione ed educazione del paziente all'uso dello strumento, che è fondamentale per raggiungere il successo terapeutico. Le indicazioni al trattamento sono il diabete di tipo 1, ma anche di tipo 2, in caso di: ipoglicemie Inavvertite, soprattutto notturne e gravi; uno scarso controllo glicemico (HbA1c >8.5%) nonostante terapia multi-iniettiva ottimale; estrema sensibilità insulinica; gravidanza (in atto o in programmazione); flessibilità di vita (tutte le condizioni in cui la tipologia di vita del paziente non consenta di raggiungere gli obiettivi glicemici); gastroparesi; trapianto renale; frequenza elevata di ospedalizzazioni o di visite ambulatoriali urgenti per episodi di scompenso acuto; difficoltà ad accettare le iniezioni multiple (soprattutto in pediatria). Le controindicazioni assolute sono di natura psichiatrica, mentre quelle relative sono un basso grado di istruzione e la riduzione della vista. La presenza di complicanze non stabili rappresenta invece motivo di precauzione, ma non una controindicazione. Il microinfusore può altresì essere accoppiato ad un sensore della glicemia che consente di effettuare il monitoraggio dei valori glicemici e realizzare un sistema di allarmi che vengono trasmessi al microinfusore e ne determinano la sospensione del funzionamento in caso di ipoglicemia. La nostra UOC fornisce assistenza specialistica sia in regime ambulatoriale che di Day Hospital per l'impianto di microinfusore, compresa la preparazione del paziente ed il follow-up.

D. Può fornirci i dati sulle attività assistenziali anche in relazione alla nuova struttura ambulatoriale?
R. La nuova struttura, situata al secondo piano seminterrato, consente di concentrare nello stesso luogo le attività di ambulatorio, Day Service e Day Hospital, distribuite su 3 stanze (1 per il Day Hospital e 2 per l'ambulatorio), 5 giorni a settimana, mattina e pomeriggio. Attualmente vengono eseguiti circa 180 ricoveri annui in Day Hospital, 250 PAC e 5000 visite ambulatoriali al mese, con la possibilità di incrementare l'attività ambulatoriale, soprattutto relativa agli ambulatori dedicati, grazie ai nuovi spazi.

Le attività svolte dall'ambulatorio di Diabetologia
A. ambulatori generali
- diabetologia
- obesità e dislipidemie
- malattie metaboliche dell'osso
B. ambulatori dedicati:
- piede diabetico
- complicanze
- avviamento all'esercizio fisico
- diabete in gravidanza
- microinfusore
- diabete e osso

Le prime visite ambulatoriali possono essere prenotate esclusivamente tramite Recup. Le visite di controllo vengono invece prenotate presso l'ambulatorio stesso.

ORARIO AMBULATORIO

Dal Lunedì al Venerdì
Ore 8.30-13.30 e 15.00-18.00
Secondo piano seminterrato

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