Il mal di testa nei bambini

Intervista al dott. Pasquale Parisi
a cura di Emanuela Alessandrucci - UOS Comunicazione, marketing e URP

Il mal di testa è un problema comune che vede coinvolti circa otto milioni di Italiani e che secondo alcuni studi sembra essere una delle patologie più frequenti anche in età pediatrica.
Si stima che circa il 30% dei bambini in età scolare soffra di qualche forma di mal di testa e che fino alla pubertà ne siano affetti maschi e femmine in egual misura, solo dopo i tredici anni a causa dei cambiamenti ormonali derivati dallo sviluppo, la percentuale di ragazze è maggiore rispetto ai ragazzi.

 

Capire e riconoscere una delle forme di questo disturbo diventa difficile soprattutto quando a soffrirne sono i bambini al di sotto dei sei anni (percentuale minima) sia per i sintomi, talvolta sfumati, sia per la giovane età che rende difficile l'esatta spiegazione del dolore provato.
E' dunque importante prestare la giusta attenzione ai sintomi riferiti dal bambino, cercando di non sottovalutare il problema, parlandone con il pediatra di famiglia che se lo ritiene opportuno può indirizzare il problema ad uno specialista. Sarà poi cura del pediatra diagnosticare, tra quelle più diffuse, emicrania e cefalea tensiva, la forma di mal di testa di cui soffre il bambino.
I motivi di mal di testa nel bambino, possono avere diversa natura, oltre all'errata postura, la non corretta masticazione, l'ansia, lo stress, potrebbero essere un modo per comunicare un disagio interiore dovuto ad eventuali difficoltà scolastiche o familiari.
La cefalea tensiva e la emicrania senza aura sono le forme di cefalea primaria, i cui "attacchi" possono trovare origine in numerose cause tra cui, seppur molto rara, una predisposizione su base genetica.
In genere un bambino con un genitore che soffre di emicrania ha più possibilità di soffrirne anche da adulto.
Gli attacchi di emicrania in età pediatrica possono presentarsi con una clinica molto differente confrontato con l'adulto, ed il tempestivo inquadramento diagnostico e terapeutico richiede una competenza specifica.
I mal di testa "primitivi" di cui abbiamo parlato fino ad ora sono in grado di provocare una cefalea "secondaria o sintomatica", che pur essendo più rara potrebbero essere sintomo di altri problemi: oculistici, odontoiatrici, allergologici, infettivologici, neurologici ecc.
I mal di testa influenzano qualitativamente la vita sociale e scolastica del bambino, limitandone il gioco, il divertimento ed il rendimento scolastico, ecco perché è importante cercare di capire le cause che li scatenano, controllando la periodicità e l'intensità delle manifestazioni del dolore.
Una maggiore attenzione può aiutare a valutare la situazione con uno specialista che possa stabilire la terapia più adatta ai sintomi rappresentati dal bambino.

Presso la U.O.C. di Pediatria dell'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea, è attivo il Centro per la diagnosi e cura delle cefalee in età evolutiva  che si avvale di un approccio multidisciplinare ambulatoriale e del sopporto assistenziale in regime di Day Hospital, il cui team è costituito da un pediatra, un neuropediatra, un neuropsichiatria infantile ed uno psicologo.

A cura di
Emanuela Alessandrucci
U.O.S. Comunicazione, marketing e URP

RISPONDE
Il Dr. Pasquale Parisi
Centro Cefalee dell'infanzia - dell'A.O. Sant'Andrea


D. Quali sono i fattori scatenanti l'emicrania nel bambino? 
R. Sicuramente  la  emicrania  rappresenta  la  forma  di  cefalea   primaria   in   cui   il "fattore genetico"   e   la   familiarità  assumono maggiore rilevanza. Tenendo presente questa chiara redisposizione su   base   familiare,   tuttavia   sono  identificabili   in   generale  alcuni fattoriotenzialmente     scatenanti    l'attacco   emicranico:  stimolazione    luminosa    intermittente effetto  troboscopio),  mestruazioni,   mangiare   un   gelato,  stress psico-fisico, emozioni, paure,  problemi  scolastici,  disturbi  del  sonno,  fame,  digiuno, in generale problematiche di aria natura, etc.

 

D. Si può prevenire un mal di testa? 
R. Il mal di testa si può prevenire! In età evolutiva ci sono numerose possibilità di intervento terapeutico, non necessariamente farmacologico. A seconda della evoluzione della malattia e delle sue caratteristiche di frequenza degli eventi, durata, qualità del dolore, interferenza nelle attività di vita quotidiana, è possibile orientarsi per una terapia dell'attacco o per una terapia di profilassi; quest'ultima può essere farmacologia o comportamentale (varie tecniche utilizzabili in quest'ultimo caso)
 

D. Come intervenire se il proprio figlio soffre spesso di mal di testa?
R. Interpellare un esperto presso un Centro Cefalee per la Infanzia (a Roma ce ne sono diversi) perché la cefalea del bambino può rappresentare esordio ed evoluzione nettamente diversi dall'adulto ed, ancor peggio, può cronicizzate se non trattata adeguatamente.

 

D. Quando è necessario rivolgersi ad un centro cefalee e come può essere di aiuto?
R. E' necessario quando la cefalea di nostro figlio interferisce in modo significativo con la qualità di vita del nostro bambino e con la sua vita di relazione (scuola, gioco, sport, etc.)
 

D. Qual'è la differenza tra cefalea ed emicrania e quali sintomi e problemi danno?
R. La cefalea tensiva e la emicrania senz'aura, sono i tipi di cefalea più frequenti accusati sia dai bambini che dagli adulti. Dal punto di vista dei segni/sintomi la cefalea tensiva e la forma emicranica nel bambino possono essere di più difficile distinzione rispetto all'adulto, per cui è bene consultare un esperto. Tuttavia, in linea di massima nella forma emicranica, il tipo di dolore presente è più spesso pulsante e si associa maggiormente a fono-fotofobia (disturbo della luce e dei rumori) e gli eventi interferiscono in modo più significativo nella vita di relazione del bambino.
 
 

Dr. Pasquale Parisi

Centro Cefalee dell'infanzia - dell'A.O. Sant'Andrea
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