I rischi dell'esposizione al sole

Le lunghe giornate estive inducono a trascorrere maggior tempo all’aria aperta  favorendo le esposizioni  solari, causa a volte, di fastidiose scottature ed arrossamenti della pelle, impreparata dopo l’inverno a ricevere i raggi ultravioletti.
Le eccessive esposizioni ai raggi solari possono provocare eritemi ed ustioni di I e II grado che se ripetute nel tempo causano la comparsa di lesioni cutanee precancerose come le cheratosi attiniche e talvolta anche le lesioni cutanee francamente tumorali, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma spinocellulare e il melanoma.

E’ di fondamentale importanza dunque prendere alcuni accorgimenti per proteggere la propria pelle dai raggi ultravioletti fin da bambini, utilizzando dei filtri solari ad alta protezione, idonei al proprio tipo di carnagione, evitando le esposizioni nelle ore più calde (dalle 11 alle 16). Infatti il sole oltre che abbronzare, se preso con moderazione, seguendo determinati accorgimenti, contribuisce a dare alcuni benefici come aumentare le difese immunitarie, rinforzare le ossa stimolando l'organismo a produrre la vitamina D, utile a fissare il calcio.
La pericolosità dei raggi ultravioletti cresce in base alle caratteristiche ed alla sensibilità della pelle che gli specialisti suddividono in sei fototipi o categorie, per individuarne la resistenza all’esposizione.
I fototipi più sensibili, e cioè gli individui dalla carnagione chiara, hanno necessità di una maggiore protezione, dai raggi UVB che provocano scottature e dai raggi UVA, colpevoli del precoce invecchiamento della pelle, nonchè dell’abbassamento delle difese immunitarie che aumentano il rischio melanoma.
Le parti del corpo più sensibili e quindi maggiormente soggette alle ustioni sono quelle più esposte, quali il viso, le mani, il collo, le orecchie e anche gli occhi, che possono scottarsi come la pelle, con conseguente  comparsa di cataratta.
Alcuni nevi sono presenti sin dalla nascita, sarebbe quindi utile effettuare degli autoesami periodici per tenere sotto controllo eventuali cambiamenti (ex. colore e dimensione) che nel corso della vita possono subire.
Infatti, l’insorgenza del melanoma può avvenire  sia su una zona di cute sana, sia su un nevo esistente da tempo andato incontro a trasformazioni per fattori di tipo comportamentale o di tipo genetico.
Secondo le statistiche, la comparsa di questo tumore negli ultimi anni sembra sia in costante aumento rispetto alla crescita registrata per tutti gli altri tipi di tumori maligni.
La prima forma di prevenzione contro il melanoma e gli altri tipi di tumori cutanei è il controllo periodico ed accurato effettuato dal dermatologo che può individuarli tempestivamente ed intervenire con l’asportazione chirurgica che consente una completa guarigione.

                                                                                                 A cura di
                                                                                               Emanuela Alessandrucci
                                                                                           U.O. Comunicazione, Marketing e URP

RISPONDE

Prof. Antonio Costanzo  Responsabile  della UOC Dermatologia dell’A.O.  Sant’Andrea
Prof.ssa Marta Carlesimo  Responsabile Ambulatorio di Dermatologia Oncologica  dell’A.O. Sant’andrea

UOC Dermatologia, Dipartimento NESMOS
Azienda Ospedaliera Sant’Andrea

D. Quali sono gli effetti benefici del sole sull’organismo?

R. Ben noto è l’effetto dei raggi ultravioletti sull’organismo, grazie alla produzione di vitamina D endogena dalla cute. E’ oggi riconosciuto che adeguati livelli di questa vitamina nel sangue circolante siano necessari a garantire una corretta omeostasi ossea, a diminuire l’insorgenza di eventi cardio-vascolari maggiori, di numerosi tipi di cancro (Linfoma di Hodgkin, mammella, prostata, polmone, melanoma) e di malattie immuno-mediate (diabete mellito di tiopo I e sclerosi multipla), così come nel supporto del mantenimento delle funzioni cognitive. A livello cutaneo inoltre i raggi ultravioletti svolgono un’azione antinfiammatoria ed immunomodulante dirette, i cui effetti vengono utilizzati anche a scopo terapeutico in numerose dermatosi.

D.  Cosa si deve fare per prevenire l’insorgenza del melanoma?

R.Il melanoma è un tumore maligno ad origine dai melanociti. Rappresenta ad oggi il quinto tumore maligno più frequentemente diagnosticato nei Paesi sviluppati e  recenti studi epidemiologici hanno stimato che l’incidenza di questa neoplasia negli ultimi anni è in rapido aumento. In Europa l’incidenza del melanoma è di circa 15 nuovi casi/100000 abitanti/anno cioè 18000 casi/anno con una mortalità di circa 3-4 morti/100000 abitanti/anno cioè 5000 casi/anno, con un aumento del tasso di incidenza annuo del 3-7%. L’aumento del tasso di mortalità sembra invece in diminuzione, probabilmente a causa di una migliore educazione sanitaria che ha sensibilizzato la popolazione ed ha consentito la diagnosi di questa neoplasia in fase precoce. A tutt’oggi non esiste une terapia efficace per il melanoma in fase metastatica, pertanto la diagnosi precoce rimane il cardine fondamentale per la lotta contro questo tumore. Infatti, per le sue peculiari caratteristiche di accrescimento, questo tumore può rimanere a lungo confinato agli strati superficiali della cute e  la sola asportazione chirurgica se diagnosticato in fase precoce può garantire una prognosi favorevole con una sopravvivenza mediana > 90% a 10 anni.  Al contrario, se la diagnosi è tardiva e si verifica la progressione in fase metastatica, risulta essere un tumore molto aggressivo e refrattario alle terapie convenzionali, con prognosi estremamente sfavorevole, con sopravvivenza generale mediana di circa 9 mesi ed un  tasso di sopravvivenza a cinque anni inferiore al 5%. Un ruolo fondamentale per la diagnosi precoce del melanoma è svolto indubbiamente dallo specialista dermatologo che è in grado con l’esame clinico diretto e con quello indiretto dermatoscopico e videodermatoscopico di mettere in evidenza precoci alterazioni morfo-strutturali delle lesioni pigmentarie permettendo una escissione tempestiva dei melanomi in fase iniziale. L’incidenza del melanoma è generalmente molto rara sotto i 20 anni di età. In linea generale si raccomanda di effettuare la prima visita dermatologica di screening attorno alla pubertà, per permettere di individuare i soggetti più a rischio. In generale è consigliabile effettuare: la prima visita dermatologica di screening attorno alla pubertà, una visita dermatologica di controllo una volta l’anno in età adulta, controlli più ravvicinati (4-6 mesi) in presenza di uno o più fattori di rischio individuali.

D. Cos’è la regola dell’A,B,C,D,E?

R. Quando un neo cambia rapidamente aspetto in base alla semplice regola  dell’A,B,C,D,E, si deve considerare potenzialmente pericoloso.

    La lettera A sta per Asimmetria, una forma irregolare, con una metà diversa  dall’altra;

    La lettera B sta per Bordi, se irregolari, frastagliati, deve essere valutata dallo specialista;

    La lettera C sta per Colore, se molto scuro, non uniforme;

    La lettera D sta per Dimensioni, se superiori a 6-8 mm;

    La lettera E sta per Evoluzione, se la lesione tende a crescere, se si modifica  la forma o il colore, 
    se  dà sintomatologia pruriginosa ecc.

Questa regola è ormai stata ampiamente sorpassata dalle nuove conoscenze e tecniche di immagine che ci permettono una diagnosi di melanoma in fase molto precoce, quando queste modificazioni non sono ancora evidenti.

D. Ci sono individui considerati più a rischio di altri?

R. I fattori di rischio possono essere legati all’ospite o all’ambiente. I fattori di rischio legati all’ospite sono: fototipo chiaro (I e II), pregresse ustioni soprattutto nell’infanzia,  con numerosi nevi (>50) e con anamnesi personale o familiare positiva per melanoma.  I fattori di rischio legati all’ambiente sono:  latitudine, ustioni solari, esposizioni solari intense intermittenti.

Esposizioni solari intense intermittenti sono infatti responsabili dell’induzione  di danni mutageni del DNA, che possono indurre l’insorgenza di melanomi e di tumori cutanei non melanocitari. Sembra invece che esposizioni solari croniche che non inducano eritemi od ustioni, possano essere protettive nei confronti dell’insorgenza dei suddetti tumori, sia per effetto immuno-modulante diretto del sole, che per aumentata produzione di vitamina D, come precedentemente accennato. Si raccomanda quindi un’esposizione solare “intelligente”, sia nella fasce orarie (non esporsi nelle ore centrali della giornata), sia nell’utilizzo di schermi solari opportuni fisici e chimici.

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