LA DONNA IN MENOPAUSA

La menopausa come la pubertà, rappresenta per la donna un  evento delicato e particolare che si contraddistingue da qualsiasi altra fase, con caratteristiche psicosomatiche diverse, legate anche ad un aspetto psicologico e socio-ambientale oltre che biologico. L’abbassamento ormonale e  quindi la fine del periodo fertile in una donna  possono portare a sintomi (vampate, irritabilità, sudorazioni notturne, ciclo irregolare) che cambiano da donna a donna ed essere avvertiti o molto o poco tempo prima, rispetto alla menopausa.

Questo periodo seppur di passaggio è caratterizzato da profondi mutamenti sia corporei che ormonali, questi ultimi influiscono nella regolarizzazione del tono dell’umore, del comportamento e dell’ansia. I cambiamenti naturali e fisiologici, possono condizionare l’immagine che la donna ha di se stessa, rendendola dubbiosa e impreparata sul come affrontare questa tappa cruciale, che ognuna  vivrà come una esperienza individuale, caratterizzata dalle informazioni ricevute, dalla propria storia personale, dalla predisposizione genetica dallo stile di vita e dall’ambiente socio-culturale. Anche la forte connessione psico-somatica gioca un ruolo fondamentale, tanto da definire la menopausa come una seconda pubertà al contrario.

Nel complesso la vulnerabilità psicologica, la perdita di fertilità il tempo che passa e le alterazioni ormonali, sono spesso associati ad un periodo di depressione che provoca rabbia impotenza e perdita di controllo. Combattere la depressione in menopausa è possibile dedicando maggior tempo a se stessi, conducendo una vita sociale soddisfacente, aiutandosi con attività fisica ed alle volte anche un supporto  medico può essere importante per conoscere eventuali rischi/benefici di una terapia ormonale sostitutiva.

E’ ovvio che le reazioni delle donne alla menopausa sono differenti, alcune infatti tendono a considerare gli aspetti positivi che questo periodo comporta, in fondo ce ne sono e perché non valutarli e viverli, come il sentirsi svincolate da timori di una gravidanza, vivere la sessualità in libertà e godersi la scomparsa di dolori del ciclo mestruale. Pertanto la parola d’ordine è pensare al proprio benessere, mettendosi al primo posto ritagliando degli spazi solo per se stesse, cercando di affrontare questo cambiamento con serenità e positività.    

A cura di

Emanuela Alessandrucci

U.O. Comunicazione e Marketing, URP

 

RISPONDE

La Prof.ssa Donatella Caserta Responsabile della U.O.C.  Ginecologia dell’A.O.U. Sant’Andrea

1) Cosa è la menopausa e quanto dura? La menopausa  è l'evento fisiologico che nella donna corrisponde alla cessazione dei cicli mestruali. Nello specifico si può definire in maniera retrospettiva: essa corrisponde al periodo in cui i cicli mestruali sono mancati per circa 12 mesi.
I disturbi legati alla menopausa durano in genere dai sei mesi ai due anni, ma è un dato molto soggettivo in quanto ci possono essere situazioni con il perdurare anche per molti anni delle manifestazioni menopausali, così come alcune donne riferiscono di non avere nessun sintomo.

2) Menopausa: segnali, sintomi e rimedi. Le modificazioni della quantità e della frequenza del ciclo rappresentano dei markers di perimenopausa.. Circa il 90% delle donne va incontro a qualche anno di irregolarità del ciclo prima della menopausa in termini di frequenza, quantità e durata. Le modificazioni delle caratteristiche del flusso mestruale sono frequenti nel periodo di transizione menopausale, e sono da attribuire per la maggior parte alla mancanza dell’ovulazione. Tale stato è dovuto alla naturale riduzione del patrimonio ovulare a cui ogni donna va incontro con l’avanzare dell’età.


Naturalmente è necessario escludere ogni altra condizione di sanguinamento non riconducibile ad alterazioni di origine endocrina. Gli ormoni che si riducono sono gli estrogeni che invece hanno un grande rilievo per il benessere della donna.
Uno sbilanciamento ormonale nella produzione ovarica di estrogeni e progesterone infatti è causa generalmente di un ciclo anovulatorio che può causare un sanguinamento anomalo. Altri sintomi legati alla menopausa sono Le vampate di calore
Sono considerate un marker di perimenopausa, spesso iniziano in questo periodo e proseguono nella postmenopausa per poi diminuire nel tempo. I disturbi psicologici riportati più spesso dalle donne in perimenopausa come l’irritabilità, il senso di affaticamento e non sono direttamente correlati con la caduta ormonale. Però, anche la mancanza di sonno indotta dalle vampate di calore e le sudorazioni notturne possono essere causa di stanchezza, irritabilità e tristezza.
Un’altro evento molto spesso lamentato dalle donne in menopausa è l’aumento  di peso con una disposizione del grasso al giro vita, evento che di per sé costituisce un fattore importante di aumentato rischio cardiovascolare.

La privazione ormonale della menopausa induce evidenti modificazioni anche a livello cutaneo (iperidrosi, assottigliamento cutaneo, rugosità, riduzione dell’idratazione e dell’elasticità cutanea), accelerando il normale processo dell’invecchiamento intrinseco, infatti il derma e l’epidermide sono ricchi di recettori per gli estrogeni. Anche la guarigione delle ferite è più difficoltosa in menopausa.
La diminuzione degli estrogeni determina una alterazione del  distrofismo vaginale che si manifesta con dolore durante i rapporti, dispareunia, secchezza vaginale, vaginismo e cistiti post-coitali. A livello vulvare la menopausa si assiste ad una  involuzione delle grandi labbra, a un assottigliamento e pallore delle piccole labbra con ridotta funzionalità e legati a lubrificazione.. I sintomi tipici sono bruciore, prurito, dispareunia e disestesia.

Un’altra modificazione riportata il dolore articolare, inclusa l’artrosi e l’artrite reumatoide. Molti studi però non hanno correlato direttamente la menopausa al dolore articolare. L’osteoartrosi è la patologia prevalente, dopo la malattia ischemica, nella donna sopra i 45 anni; è una patologia multifattoriale influenzata oltre che dall’obesità, dai traumi,  dal dismetabolismo, da fattori genetici e ormonali.
Inoltre la riduzione dei livelli di estrogeni circolanti rallenta la quota di ripolarizzazione ventricolare del cuore rendendo le donne più suscettibili ad aritmie cardiache. L’osteoporosi postmenopausale è associata alla ridotta secrezione di estrogeni è riscontrabile nel 5-29% delle donne dopo la menopausa, compare entro i primi 20 anni dall’inizio della menopausa, la perdita ossea, molto accelerata nel periodo perimenopausale, può raggiungere una perdita del 5% della massa ossea totale all’anno e interessa prevalentemente la colonna vertebrale, anche il femore viene preso però  in considerazione durante gli esami  per controllarne la presenza e gravità.

Per quanto riguarda i rimedi la prima cosa da fare è intervenire sullo stile di vita: il movimento regolare anche con una semplice passeggiata di un’ora al giorno contribuisce a bruciare calorie, mantiene le articolazioni in esercizio e contribuisce ad una sensazione di benessere generalizzata. È importante ridurre l’introito calorico attraverso la riduzione delle porzioni cercando di fare pasti leggeri soprattutto la sera con più verdure e meno zuccheri. Bisogna poi ridurre o evitare alcool e fumo.

3) Esistono trattamenti per il periodo della menopausa? La TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva) è a base di soli estrogeni o estrogeni e  progesterone e benché in passato sia stata molto discussa si è visto che se presa sotto controllo medico, per un periodo ben definito e  personalizzandola i benefici sono maggiori dei rischi.

Infatti interviene direttamente sui sintomi della menopausa contribuendo a ristabilire il benessere della donna. Le reali controindicazioni al suo utilizzo sono per le donne con precedente tumore della mammella, dell’ovaio, dell’utero o donne a rischio per trombosi, flebiti, epatiti o obese o fumatrici. Esistono poi in commercio anche prodotti che agiscono sui sintomi pur non essendo degli ormoni, si vede quindi come i rimedi e le possibilità di fare della menopausa un’altra fase della nostra vita sono davvero tanti.

4) Durante il climaterio (periodo che precede o segue la menopausa) potrebbero insorgere complicazioni o patologie? La sintomatologia del climaterio è, quanto mai varia e multiforme e deve essere anche vista in rapporto al tipo psicologico del soggetto,alla reattività dei diversi organi ed apparati e all'atteggiamento di prevalenza ormonale che in ogni soggetto si determina. Ne conseguono così manifestazioni diverse che possono dare origine a varie forme, a volte anche patologiche come per esempio ipertensione, sindrome metabolica, depressione, alterazioni genito-urinarie con comparsa o peggioramento di incontinenza e , o anche prolasso genitale si possono verificare anche delle emorragie uterine.

Naturalmente la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico che predisporrà ad effettuare oltre alla visita ginecologica e all’esame obiettivo generale quanto è necessario per individuare le cause dei sintomi attraverso esami ematici e strumentali. A questo punto il trattamento della sindrome climaterica dovrebbe essere individualizzato il più possibile. Alcune pazienti in questo periodo possono avere bisogno soltanto di essere ascoltate e rassicurate. La sintomatologia da esse lamentata, se chiaramente su base psicosomatica, va affrontata e analizzata per contribuire a risolvere conflitti e stati di ansia che, con facilità, fanno sopravvalutare piccoli disturbi ed accentuare la sensibilità nei confronti delle manifestazioni che accompagnano in genere la sindrome menopausale.

Diverso è il caso nel quale al disturbo menopausale in questo periodo si aggiunge una vera e propria patologia, magari resa più evidente o determinata dalla menopausa stessa, in questo caso una volta fatta la diagnosi la donna va inviata presso uno specialista o un Centro che possa affrontare nella sua complessità il problema offrendo la possibilità in tempi rapidi della terapia medica o chirurgica più adatta.

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