IL GIUSTO ALLEATO PER LA SALUTE DEL SENO

Nel 1889 nasce in Francia il primo indumento di biancheria intima, il reggiseno, che veniva utilizzato per coprire e sostenere il seno ed il busto, definendone le forme. Negli anni 70 si assiste ad una evoluzione di questo indumento, che diventa anche un simbolo di seduzione, ed in assoluto la mise più femminile ed irrinunciabile in tutte le varie fasi della vita di una donna, ritagliandosi anche un ruolo importante nel campo della moda.
Il seno, oltre ad essere una esaltazione della identità femminile, rappresenta implicazioni profonde di bellezza, con richiami alla maternità ed all’erotismo, ispirando in ogni tempo, ogni tipo di arte. Anche il ruolo del reggiseno quindi non deve essere sottovalutato, in quanto oltre a valorizzare la silhouette di una donna, deve garantire comodità, praticità, ed il corretto sostegno con la massima libertà di movimento. La costrizione di un reggiseno sbagliato, potrebbe creare fastidi al seno, la cui delicatezza è dovuta alla propria conformazione e costituzione (insieme di ghiandole e tessuto adiposo, che si trovano tra la pelle e la parete del torace).
La regola di cui tener conto quindi, è trovare il giusto compromesso senza tralasciare bellezza e seduzione, in considerazione anche dei cambiamenti e delle trasformazioni che il corpo (pubertà, allattamento, età matura) subisce nel tempo, con diversificazioni di peso, di forma e quindi anche le proporzioni del seno stesso, che potrebbe richiedere un sostegno maggiore o semplicemente differente.
In consiglio dei medici specialisti è quella di fare uno screening di controllo una volta l'anno in base all’età, al fine di individuare precocemente eventuali trasformazioni del seno stesso. Mai come in questo caso il detto “prevenire è meglio che curare” risulta di importanza vitale.

A cura di
Emanuela Alessandrucci
U.O. Comunicazione e Marketing

RISPONDE
La Prof.ssa Adriana Bonifacino
Responsabile della UOS Diagnosi e Terapia senologica dell’AOU Sant’Andrea
D. Prof.ssa Bonifacino, da specialista e Responsabile della UOS diagnosi e terapia senologica dell’AOU Sant’Andrea quali comportamenti reputa siano corretti e quali sconsiglia per non incorrere in problemi al seno? Ci sono conseguenze per l’utilizzo di un errato reggiseno o di un inappropriato deodorante ascellare?
R. A volte conciliare salute con bellezza sembra davvero difficile.. Come nel caso della scelta del reggiseno, indumento che si indossa per ore a stretto contatto con una delle parti più delicate e sensibili del corpo e che quindi dovrebbe essere il più salutare possibile. Ma il seno è anche uno degli elementi più importanti da valorizzare o da “tenere sotto controllo”, a seconda delle sensibilità di ognuna. Si nasce con il seno, non con il reggiseno. Per quanto comodo si tratta di una costrizione che va evitata non appena si può, per esempio in casa, e soprattutto di notte. Si dorme con il seno libero. Non esiste un reggiseno per tutte, ci sono più di 200 taglie considerando la circonferenza e la coppa. Non esiste un reggiseno adatto per tutte le situazioni, a seconda del vestito e dell’occasione si sceglie. Così si possono indossare quelli più “scomodi” ma performanti solo per alcune ore. A proposito di alternanza. Il reggiseno andrebbe fatto “riposare”: si mette un giorno e il giorno dopo si lascia nel cassetto. Così il tessuto non si sforma troppo. Si lava rigorosamente a mano e con saponi delicati. Il reggiseno non deve lasciare segni sulla pelle. Ferretto o no, basta guadarsi la sera quando lo si toglie per capire se il seno subisce dei traumi. Inoltre il peso viene sorretto per l’80% dalla fascia sotto il seno e per il 20% dalle spalline. È importante quindi che la fascia sia stretta al punto giusto – quando è nuovo si chiude con il gancio più largo e poi mano mano che il tessuto cede si usano gli altri. Inutile invece stringere le spalline al massimo: si creano solo dei solchi brutti a vedersi e si caricano eccessivamente le spalle. E’ da preferire il tessuto di cotone, anche se qualche fibra elastica permette di modellare il seno al meglio. L’ideale sarebbe indossare il reggiseno con la percentuale maggiore di tessuto naturale per la maggior parte della giornata. Attenzione alle tinture, soprattutto d’estate. Attraverso la pelle le sostanze nocive presenti nelle tinture di scarsa qualità entrano nell’organismo. In più i reggiseni scuri non permettono di vedere eventuali secrezioni del capezzolo (da tenere sotto controllo quelle di sangue e quelle sierose). La coppa deve avvolgere la mammella. Se si sceglie un reggiseno con la coppa troppo piccola si crea un effetto gobba sul seno davvero brutto. Anche chi ha il seno grosso non dovrebbe mai schiacciarlo usando reggiseni troppo piccoli. Chi ha subito un intervento per un tumore al seno non deve rinunciare ad avere un seno come desidera, magari con l’aiuto di un reggiseno. Il primo obiettivo è quello di garantire simmetria con particolare attenzione alla comodità. Per fare sport ci vuole un reggiseno dedicato. Vietato usare quello vecchio, prima di buttarlo via. Il sostegno deve essere forte e per questo sono da privilegiare i tessuti elastici e tecnici.
Per quanto riguarda i deodoranti cerchiamo innanzitutto di capire se realmente ne abbiamo necessità. Spesso si utilizzano per abitudine e quando facciamo riflettere le signore su questo aspetto, molte ci riferiscono che in effetti non ne avrebbero bisogno. Se invece si ha una sudorazione che crea disagio mi raccomando di non utilizzare mai il profumo al posto del deodorante. Il profumo in generale non dovrebbe mai essere utilizzato direttamente sulla pelle ma nebulizzato e "attraversare" con il nostro corpo questa nebulizzazione affinchè solo le particelle più piccole possano raggiungere i nostro corpo. Per i deodoranti veri e propri scegliere quelli che non hanno alluminio, non hanno gas, non lasciano una patina invisibile ma che è ostruttiva per la nostra pelle (roll on o creme). pensate che spesso dall'ecografia dei cavi ascellare vedendo i linfonodi riesco ad individuare la marca del deodorante! Le signore si meravigliano non poco di questo, quasi fossi una chiaroveggente! ma in realtà è pura conoscenza e il nostro sistema linfatico, che è quello che si sensibilizza con agenti esterni e ci difende anche, ne subisce un trauma. Stessa cosa dicasi per le creme depilatorie. Ceretta e rasoio sono i mezzi migliori; il trauma meccanico non è mai paragonabile al trauma chimico di sostante che fanno cadere un pelo. Per le signore operate di tumore al seno sconsiglierei anche il rasoio, meglio la ceretta. Eventuali tagli dal lato operato (ascella, braccio, mano) possono affaticare il sistema linfatico e possono anche essere origine di infezioni.
Ricordiamoci che la prevenzione o diagnosi precoce è la migliore arma per rimanere in salute. La mammografia di screening offerta gratuitamente dalle ASL ogni due anni dai 50-69 (74) anni è una ottima opportunità da non perdere; ma circa il 50% dei tumori del seno, e nel Lazio ne abbiamo circa 5000 ogni anno(dei quali 1-2% dell'uomo), sono in altre età fuori dallo screening. Dai 30 anni iniziare visita senologica ed ecografia annuale; tra i 35 e i 40 anche una mammografia con tomosintesi è da suggerire. Tra i 40 e i 50 la mammografia con tomosintesi e l'ecografia con visita senologica ogni anno. E dopo i 70 è necessario continuare con la mammografia almeno ogni 2 anni fino alla fine della vita. Abbiamo molti tumori nelle età avanzate, e non bisogna trascurare l'aspetto della qualità della vita; solo attraverso gli esami di prevenzione e diagnosi precoce possiamo assicurarci una buona qualità della vita anche nel caso insorga un problema. Gli stili di vita sono in ogni caso sempre fondamentali per essere in salute: alimentazione bilanciata e non troppo ricca di carboidrati, privilegiando quelli non raffinati; attività fisica (camminare, ballare, nuotare, anche la palestra, ma cerchiamo di privilegiare attività all'aria aperta che ci consente di immagazzinare VtD un ormone essenziale), no alcol e no fumo.

D. Può parlarci della UO che dirige e dirci il tipo di utenza che vi si rivolge?
R. La Unità di Diagnosi e Terapia in Senologia della quale sono Responsabile è una Unità della U.O.C. di Oncologia Medica. Pertanto l'accesso per potenziali pazienti con problematiche senologiche è diretto, tramite n. telefonico 0633775997 ovvero mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (nel caso di mail scrivere, oltre alla richiesta, il proprio nome e cognome e numero telefonico per essere contattati).
E' un reparto di II livello, cioè non di screening, ma dedicato a chi ha una problematica senologica oncologica in corso, a chi desidera chiedere una seconda opinione su un caso clinico senologico, a chi necessita di un approfondimento dopo esami di screening (ad es. presenza di nodulo sospetto, di microcalcificazioni), a chi avverte un tumefazione nella regione mammaria; in sintesi non effettuiamo esami di controllo periodico in pazienti asintomatiche, per le quali gli appuntamenti si programmano attraverso il Recup.
Una ulteriore modalità di contatto è quella di portare la propria documentazione per una valutazione allo sportello della UDTS (pian meno 1); la caposala o chi per lei riceverà la documentazione e farà riempire un modulo; si verrà contattati direttamente successivamente alla valutazione dei medici in equipe alla UDTS.
L'attesa per la visita e gli esami di approfondimento è di pochi giorni.

 

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