La Regione Lazio nell’ambito delle proprie attività promuove la realizzazione dei PDTA, che attualmente ha aggiornato per 49 malattie/gruppi di malattie (vedi www.regione.lazio.it). Il percorso diagnostico terapeutico (PDTA)  rappresenta uno strumento di  crescita nel Servizio Sanitario Nazionale, sia  in termini di risorse investite che di servizi offerti.  Un problema oncologico, richiede spesso il contributo di più professionisti che collaborano tra loro secondo modi,  tempi e procedure circoscritte, seguendo il paziente nelle varie fasi dell’assistenza, mettendo il suo benessere al centro del processo assistenziale.  Le strutture  ospedaliere con i PDTA definiscono la storia del paziente, partendo dalla valutazione fino agli aspetti del trattamento, stabilizzazione, follow-up, garantendo, la risposta a bisogni della salute con un trattamento adeguato al caso specifico. Il percorso diagnostico,  strumento che sta prendendo sempre più piede nel SSN (Servizio Sanitario Nazionale) con una costante e rapida crescita nei servizi territoriali, è finalizzato ad un miglioramento della qualità dei servizi offerti dalla struttura. Anche presso l’A.O.U. Sant’Andrea si sono definiti i PDTA per alcune malattie oncologiche quali: colon, mammella e polmone, i cui casi vengono discussi periodicamente dagli specialisti coinvolti, ciascuno per la propria disciplina, che si riuniscono per valutare insieme il processo di diagnosi, cura e assistenza della patologia del pazienti. La caratteristica essenziale del gruppo di lavoro è la multidisciplinarietà, che fornisce la giusta garanzia per il raggiungimento delle conoscenze inerenti la situazione clinico/assistenziale e promuovere percorsi di miglioramento delle cure riducendone la variabilità.

A cura di Emanuela Alessandrucci

U.O. Comunicazione, Marketing e URP

 

La menopausa come la pubertà, rappresenta per la donna un  evento delicato e particolare che si contraddistingue da qualsiasi altra fase, con caratteristiche psicosomatiche diverse, legate anche ad un aspetto psicologico e socio-ambientale oltre che biologico. L’abbassamento ormonale e  quindi la fine del periodo fertile in una donna  possono portare a sintomi (vampate, irritabilità, sudorazioni notturne, ciclo irregolare) che cambiano da donna a donna ed essere avvertiti o molto o poco tempo prima, rispetto alla menopausa.

Negli ultimi anni si sono fatti passi in avanti nella scoperta ed impiego di farmaci oncologici che hanno contribuito ad aumentare l’aspettativa di vita del paziente oncologico.

Le cure simultanee intese, come la cura dei sintomi correlati alla tossicità delle terapie tumorali anche delle più recenti, e ai sintomi legati alla malattia stessa, fanno parte integrante del percorso terapeutico della patologia oncoematologica in tutte le fasi della malattia.

Il suicidio da latino suicidium (uccisione di se stessi), è un gesto estremo di autolesionismo che una persona in condizioni di grave disagio sociale o malessere psichico, depressione, disturbi mentali, o psicotici, procura volontariamente a se stesso. Se il disagio, lo stato alterato del paziente viene colto in tempo,   puo’ essere risolto, anche se non sempre è facile individuarne le cause precise.

 

Il Ministero della salute evidenzia come i disturbi del comportamento alimentare (DCA) costituiscano una patologia emergente che si sta diffondendo con notevole rapidità, a fasce sempre più ampie di popolazione. Questi disturbi tendono a manifestarsi sia negli uomini che nelle donne, di tutte le età: infanzia, adolescenza e adulta. I disturbi del comportamento alimentare, sono caratterizzati da atteggiamenti alimentari sbagliati, causati da un’alterazione del rapporto che la persona ha nei confronti del  proprio corpo e del cibo.

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