AMBULATORIO DELLE CURE SIMULTANEE

Negli ultimi anni si sono fatti passi in avanti nella scoperta ed impiego di farmaci oncologici che hanno contribuito ad aumentare l’aspettativa di vita del paziente oncologico.

Le cure simultanee intese, come la cura dei sintomi correlati alla tossicità delle terapie tumorali anche delle più recenti, e ai sintomi legati alla malattia stessa, fanno parte integrante del percorso terapeutico della patologia oncoematologica in tutte le fasi della malattia.

Sono un nuovo modello organizzativo,alternativo a quello garantito dalla sola struttura ospedaliera, grazie alla collaborazione di specialisti ospedalieri (oncologi, ematologi, radioterapisti, chirurghi internisti),del medico di famiglia e dei medici e infermieri che operano sul territorio .

L’intento è di curare e gestire sin dall’inizio del percorso terapeutico, il paziente oncologico e la sua famiglia. L’approccio di tipo multidisciplinare e multidimensionale prevede una assistenza continua, integrata tra le terapie oncologiche e le cure di supporto, cercando così di ridurre gli accessi in pronto soccorso, ,curare il paziente grazie ad una equipe medica ed infermieristica dedicata in ambulatori dedicati, evitare ricoveri impropri e lungodegenze per problematiche gestibili a volte anche a domicilio grazie ad un costante rapporto ospedale e territorio.

Presso l’A.O Sant’Andrea l’ambulatorio delle cure simultanee per pazienti onco-ematologici, è attivo dal 1 dicembre 2016

 
A cura di
Emanuela Alessandrucci
U.O. Comunicazione, Mktg e URP

 

RISPONDE

La Prof.ssa Maria Antonietta Aloe Spiriti Responsabile della U.O.S. Day Hospital di Ematologia della U.O.C. Ematologia Direttore Prof. Agostino Tafuri.

D. Il 1° dicembre 2016 è stato inaugurato presso l’A.O. Sant’Andrea, l’ambulatorio di cure simultanee, un nuovo modello assistenziale multidimensionale. Ce ne può parlare?

R.Le cure simultanee, sono un nuovo modello assistenziale multidimensionale che integra precocemente terapie antitumorali e cure dei sintomi legati alla terapia e alla malattia stessa con lo scopo di soddisfare i fabbisogni sanitari, sociali e psicologici del malato e della sua famiglia, attraverso la collaborazione di vari professionisti (oncologi, ematologi, chirurghi, radioterapisti, internisti, ecc.) ospedalieri e del territorio. L’obbiettivo che ci prefiggiamo riguarda non solo il mantenimento del timing dei trattamenti chemioterapici, ma la riduzione degli accessi impropri in pronto soccorso, i ricoveri inappropriati e le frequenti complicanze infettive nosocomiali.

D. Qual’è la mission dell’ambulatorio delle cure simultanee?

R. E’ non solo il garantire un approccio olistico e globale del paziente ma l’umanizzare il percorso assistenziale e cercare di agevolare le cure domiciliari mantenendo un costante rapporto ospedale/territorio, e favorire così un importante servizio ai nostri pazienti e alle loro famiglie. In sintesi, un prendersi cura del paziente in tutte le fasi della malattia, cercandone il recupero funzionale e di conseguenza migliorare la loro qualità di vita. L’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea è attualmente l’unica struttura in Italia che si è dotata di questa attività, in altre strutture gli ambulatori dedicati al trattamento dei sintomi sono inseriti nell’ambito di una oncologia medica dove non c’è l’ematologia; una completezza di offerta come questa non è presente oggi in altre sedi.

D. Come è organizzato il servizio delle cure simultanee?

R. Il percorso delle cure simultanee consiste nello stabilizzare il sintomo del paziente in ospedale, tramite una precoce e adeguata terapia di supporto, con l’ausilio di un approccio multidisciplinare; favorire subito dopo l’integrazione con il territorio grazie all’immediata collaborazione con il medico di medicina generale, il servizio di Assistenza domiciliare delle ASL e gli specialisti del territorio. Nell’ambulatorio sono presenti due letti tecnici, due medici oncologi, due medici ematologi, una componente infermieristica dedicati completamente al percorso, allo scopo di assicurare al paziente un giusto sostegno durante tutto il percorso della malattia oncoematologica, grazie anche alla continua collaborazione con l’oncologo/ematologo di riferimento del paziente.

D. Quale paziente si rivolge a questo servizio e, in che modo accede alle prestazioni che eroga il servizio delle cure simultanee?

R. Mi preme evidenziare come il percorso non è dedicato, come in altri centri, al paziente in trattamento palliativo ma i destinatari sono pazienti oncologici/ematologici in fase attiva di trattamento, “sintomatici”, in trattamento chemioterapico e/o con farmaci biologici e/o trattamento radioterapico; i pazienti oncologici/ematologici “cronici” e/o “fragili” che necessitano di terapia di supporto o di terapie infusionali brevi. Il paziente giunge in ambulatorio di cure simultanee da diversi punti di reclutamento quali il pronto soccorso, i reparti o gli ambulatori dell’ospedale, dopo la segnalazione al team tramite una scheda informativa contenente l’anamnesi del paziente, le condizioni generali e la sintomatologia. Dopo una prima valutazione, se il paziente viene giudicato eleggibile, inizia il percorso assistenziale in regime ambulatoriale o di day hospital. Contestualmente, il medico del team informa delle condizioni cliniche del paziente il medico di medicina generale che a sua volta attiva il territorio. Il piano assistenziale integrato del paziente cosiddetto PAI viene redatto da noi medici dell’ambulatorio, unitamente al medico di medicina generale e al responsabile del territorio non appena il paziente entra nel percorso.

Questo percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) dedicato alla patologia oncoematologica garantisce inoltre la reversibilità dei regimi assistenziali (ospedale –domicilio-ospedale). Il paziente non si sentirà mai solo ma sarà sempre accompagnato dal suo medico curante durante il suo percorso di cura.

E’ un prestigioso progetto che ho avuto la fortuna di ereditare dal Prof. Paolo Marchetti, pioniere della cultura della terapia dei sintomi come parte integrante delle terapie oncologiche, in qualunque momento della terapia; il Suo interesse e il Suo credo gli hanno permesso di iniziare questo tipo di approccio con i soli pazienti oncologici quando dirigeva l’oncologia dell’Aquila, in anni in cui ancora si parlava poco, troppo poco di queste problematiche .

Oggi sono tanti gli studi che dimostrano l’importanza di questo percorso che coinvolge non solo il malato ma tutta la famiglia confortata dalla presenza costante di una equipe capace di assisterla in ogni momento della cura. Ecco perché, grazie allo straordinario entusiasmo trasmessomi dal Prof Marchetti, e alla disponibilità dell’azienda, mi sono impegnata alla realizzazione di questo nuovo percorso di cura che definirei ”agevolato”per il paziente sintomatico, gestito così da una equipe multidisciplinare capace di riconoscere tempestivamente e di trattare adeguatamente i sintomi presentati dai nostri Pazienti non solo oncologici ma anche oncoematologici.

UBICAZIONE AMBULATORIO OTTAVO PIANO
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